RiscopriAMO Reggio: la nascita della città.


RiscopriAMO ReggioE’ cominciato nella giornata di ieri il percorso del progetto “RiscopriAMO Reggio”. Progetto che vedrà protagoniste le ragazze dei gruppi U13 e U14, le quali andranno alla scoperta delle meraviglie “nascoste” della nostra città.

Per iniziare, si è deciso di partire dal punto zero di tutto: dalla nascita di Reggio. 

Molti sanno che Reggio è stata un’importante città della Magna Grecia e successivamente nell’impero Romano, ma com’è nata la nostra città? Chi è il suo fondatore?

Diversi storici raccontano che Reggio venne fondata su un insediamento già esistente, molto più antico, che, secondo alcune leggende popolari abbastanza verosimili dati i riscontri letterari, avevano attribuito ad Aschenez, pronipote di Noè, il quale sarebbe approdato sulla costa intorno al 2000 a.C., e da cui originariamente la regione avrebbe preso il nome di “Aschenazia”. Questo evento è ricordato nella memoria storica della città, come ad esempio il nome della famosa “via Aschenez”.

« Aschenez in verità diede origine agli Aschenazi, che ora dai greci sono chiamati Reggini »

Altre leggende attribuiscono la fondazione a Giocasto, figlio del dio Eolo, il cui monumentale mausoleo sarebbe sorto sul promontorio di Punta Calamizzi denominato Pallanzio (Pallantiòn).

Il territorio sarebbe stato poi uno dei luoghi della fatica di Ercole contro Gerione, il mostro con tre corpi.

Si era dunque formato nei secoli anteriori allo sbarco dei greci un agglomerato più ampio con il nome di Rhegion (Ρηγίων), e prima ancora noto come Erythrà (Ερυθρά), abitato in epoche diverse da popoli appartenenti alle stirpi degli Ausoni, degli Enotri e infine degli Itali-Morgeti.

Dionigi di Alicarnasso e Diodoro Siculo ci dicono che gli Ausoni erano stanziati nella zona di Reggio già intorno al XVI secolo a.C. Mentre gli Itali, secondo molte fonti tra cui lo stesso Dionigi di Alicarnasso, Tucidide e Virgilio, dicono che questi ultimi erano un ramo degli Enotri, e che i Morgeti non avevano seguito la maggioranza del loro popolo nel passaggio alla vicina Sicilia (dando poi il loro nome all’isola).

Il piccolo nucleo rimasto al di qua dello Stretto era stato governato da un Re-Patriarca che con saggezza e generosità aveva conquistato il cuore dei propri sudditi, entrando nella leggenda popolare e nel mito come Re Italo (suo figlio Morgete fu Re dei Morgeti). Alla sua morte i sudditi avevano deciso di assumere il nome di Itali. E con il tempo il territorio della punta dello stivale prospiciente lo Stretto aveva preso il nome di “Italia”.

«Italo, uomo forte e savio.» (Dionigi di Alicarnasso)

«Quella regione fu chiamata Italia da Italo, re arcade.» (Tucidide)

«Nell’Italia vi sono ancora i Taurolici e il paese fu chiamato Italia da Italo, un re dei Taurolici che aveva questo nome.» (Tucidide, Storie VI,4,6)

«Dagli Enotri cólta, prima Enotria nomossi: or, com’è fama, preso d’Italo il nome, Italia è detta.» (Virgilio, Eneide III, 164)

Secondo altre fonti questo nome era legato a una delle fatiche di Eracle contro Gerione. Certo è, però, che l’arrivo dei greci non fece scomparire tale nome, anzi si espanse offrendo una illuminante testimonianza della straordinaria mescolanza di culture, tradizioni e riti religiosi tra le popolazioni autoctone e i nuovi arrivati che si realizzò con l’arrivo dei greci. Da una felice combinazione di diverse culture, quindi, scaturì quella tipica civiltà meticcia dei Greci d’Occidente, che più tardi si sarebbe guadagnata la definizione di Magna Grecia.

Con il passare del tempo il nome Italia si consolidò nell’uso comune cominciando a definire gli abitanti delle città-stato del Mezzogiorno prima come Italioti, poi Italici con l’arrivo dei Romanie, solo molto tempo dopo avrebbe risalito la penisola per definirla “Italia” nella sua interezza con la conquista della Gallia Cisalpina da parte di Giulio Cesare.

 

Fondazione della città

La ricca suggestiva fantasia dei Greci, fondendo il fantastico ed il reale, ha circondato le origini di Reggio da un alone di arcana leggenda. Oltre al mito di Aschenez, riguardo alla fondazione ve ne sono molti altri, ma i più significativi con un certo fondamento storico-iconografico sono il mito di Jocasto e il mito di Eracle:

Il mito di Jocasto

Tetradramma del V secolo a.C. in cui oltre al Leone di Nemea (storico simbolo della città), compare il leggendario Re Giocasto. Legato alle origini della città è il mito di Giocasto o Jocasto (Iokastos), ch  aveva un più chiaro significato storico. Figlio di Eolo, re dei venti, sarebbe   stato signore della costa di Reggio e fondatore della città o almeno considerato tale, quando essa sarebbe sorta sulla sua tomba, dove fu collocato dopo essere stato ucciso dal morso di un serpente. Il personaggio seduto, poggiante su di un bastone, che figura nelle belle monete reggine del V secolo a.C., è proprio Jocasto, ricordato quale oichista della città, tanto più che in un esemplare delle stesse monete scorgesi accanto al braccio ed alla schiena un serpente nell’atto di morderlo. La tradizione faceva fermare su quella tomba i Calcidesi, ai quali si doveva la leggenda stessa.

Il mito di Eracle

Le 12 fatiche di Eracle

Secondo un’altra leggenda, le origini della città si collegano con il passaggio di Eracle, reduce dalla Iberia con i bovi gerionei. Uno di essi, staccatosi dall’armento, dopo aver percorso la regione che da esso prese il nome (secondo la tradizione che vede il nome Italo derivato proprio da qui), lanciandosi in mare si dirigeva in Sicilia, onde l’eroe era costretto a seguirlo, quando già stanco del lungo viaggio, per ben riposare, aveva ottenuto dagli dei che zittissero le cicale, che lo infastidivano con il monotono canto. Come simbolo di tale leggenda le prime monete di Reggio, risalenti al VI secolo, fra il 550 e il 493 a.C., portano la figura dal bue androposopo ed in alto un grillo.

Un’altra leggendaria ipotesi vuole che Eracle fosse reduce della guerra di Troia.

L’antica Rhegion fu, dopo Cuma, la più antica colonia greca fondata in Italia meridionale. Il sito dove fu fondata la città era già abitato da indigeni (gli Ausoni ricordati da Diodoro Siculo e gli Enotri citati da Dionigi di Alicarnasso e da Strabone), la cui presenza è attestata dal rinvenimento di tombe in loc. Porto e lungo la vallata del Calopinace. 

Rhegion venne fondata poco dopo la metà dell’VIII sec.a.C. da genti calcidesi e messeniche; secondo il mito, fu l’oracolo di Delfi ad indicare loro il luogo dove fondare la nuova città:

Laddove l’Apsias, il più sacro dei fiumi, si getta nel mare, laddove, mentre sbarchi, una femmina si unisce ad un maschio, là fonda una città; (il dio) ti concede la terra ausone“.

 

(Prima puntata a cura di Giorgia Bellantone, Flavia Spanò, Giorgia Borriello, Carla Arcidiaco, Alessandra Manti, Alice Cuzzola)

 

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